| L'abuso sessuale è un atto sessuale compiuto da un adulto a danno di un bambino che, per via del grado dello sviluppo fisico e mentale, non è ancora in condizione di acconsentire con cognizione di causa e liberamente all'atto stesso. L'adulto approfitta della grossa differenza, esistente nei rapporti di forza tra lui ed il bambino, per persuaderlo o costringerlo alla partecipazione. Inoltre, lo obbliga alla segretezza che condanna il bambino al silenzio, mettendolo così nell'impossibilità di difendersi e di chiedere aiuto.
Per poter aiutare i bambini a non rimanere vittima degli adulti occorrerebbe addestrarli e fornire loro informazioni adeguate affinché possano proteggersi o rompere il muro di silenzio che li relega in una dimensione di sofferenza per il loro vissuto interiore, sentito come incomunicabile. Nel nostro Paese manca una cultura della prevenzione e della risposta nei confronti della violenza sessuale ai danni dei minori. Prevale, invece, una cultura della rimozione, della negazione o della delega, anche perché l'adottare l'atteggiamento di chi non vede, non sente, non parla in campo di abuso sessuale è comodo in quanto risparmia la fatica di dover affrontare qualsiasi comunicazione verbale sul proprio disagio sessuale e quello di un minore, specie se vittima dell'abuso.
Spesso gli adulti si giustificano dicendo: "Non vogliamo turbare il bambino, affrontando esplicitamente con lui questo argomento così delicato e coinvolgente..." ma così facendo esprimono il loro imbarazzo dovuto soprattutto alla mancanza di adeguate conoscenze in tema di sessualità. Per superare questo "gap" occorrerebbe coniugare la sessualità con la parola, tenendo presente che la trasmissione delle informazioni deve essere connessa alla dimensione affettiva e relazionale. In quest'ottica, la prevenzione contro gli abusi, cessa di essere un iter burocratico e diventa uno strumento prezioso.
La prevenzione potrà pertan...leggi
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